10 Settembre 2026

Programma Nazionale di Prevenzione Sismica 2026: finanziamenti per vulnerabilità e interventi sugli edifici pubblici

Con il Decreto del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare del 31 luglio 2026, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, è stato approvato il Programma Nazionale di Prevenzione Sismica, finalizzato alla mitigazione strutturale della vulnerabilità sismica degli edifici pubblici.

Il Programma dispone di una dotazione complessiva di 285 milioni di euro per il periodo 2024-2028 e introduce un sistema organico che collega conoscenza della vulnerabilità, definizione delle priorità e finanziamento degli interventi strutturali.

Il dato probabilmente più significativo è la destinazione delle risorse: 221,5 milioni di euro, pari al 77,7% dell'intero Fondo, sono destinati agli interventi strutturali di riduzione del rischio sismico. Altri 35 milioni sono destinati alle verifiche di vulnerabilità e 28,5 milioni al potenziamento delle attività previste dall'articolo 11 del D.L. 39/2009.

Il Programma non si limita quindi a finanziare la conoscenza del patrimonio edilizio pubblico: l'obiettivo principale è trasformare i risultati delle verifiche in interventi concreti di miglioramento e adeguamento sismico.

Scarica la brochure:

Linea di azioneRisorseQuota
Interventi strutturali di riduzione del rischio sismico€ 221,5 milioni77,7%
Verifiche di vulnerabilità€ 35 milioni12,3%
Potenziamento attività ex art. 11 D.L. 39/2009€ 28,5 milioni10%
Totale€ 285 milioni100%

Quali edifici pubblici sono interessati?

Il Programma individua differenti livelli di priorità.

Al primo posto si collocano gli edifici pubblici strategici, cioè quelli che ospitano funzioni necessarie per la gestione delle emergenze e che devono quindi poter mantenere la propria operatività dopo un evento sismico. Rientrano, ad esempio, ospedali, centri di coordinamento della protezione civile, caserme dei Vigili del Fuoco e sedi istituzionali con funzioni strategiche.

Seguono gli edifici pubblici rilevanti, per i quali un eventuale collasso potrebbe produrre conseguenze significative in termini di vite umane o perdita di patrimonio. In questa categoria assumono particolare importanza gli edifici caratterizzati da elevato affollamento o dalla presenza di utenti particolarmente vulnerabili, come le scuole, oltre a musei, biblioteche, archivi ed edifici monumentali.

Il Programma consente inoltre di finanziare azioni relative ad altre tipologie di edifici di proprietà pubblica nei quali siano erogati servizi di pubblica utilità, purché la necessità della verifica o dell'intervento derivi da condizioni accertate e documentate di grave vulnerabilità o rischio imminente.

Che cos'è l'indice ζE e perché diventa determinante?

Uno dei parametri centrali del Programma è ζE, letto “zeta E”, ossia il rapporto utilizzato nella valutazione della sicurezza per esprimere il livello di capacità della costruzione nei confronti dell'azione sismica rispetto a quella richiesta.

Il valore di ζE assume particolare importanza quando si passa dalla linea relativa alle verifiche di vulnerabilità alla linea destinata al finanziamento degli interventi strutturali.

Ed è importante distinguere bene le due situazioni.

Un edificio che deve ancora essere sottoposto a verifica può accedere al percorso destinato proprio a finanziare la conoscenza della sua vulnerabilità.

Per candidare invece un intervento di miglioramento o adeguamento sismico, la valutazione della sicurezza deve essere già disponibile e deve risultare un valore minimo:

La vulnerabilità, quindi, non è un prerequisito generale per accedere al Programma: diventa invece un elemento necessario e premiante nel momento in cui si intende finanziare l'intervento strutturale.

Quali interventi strutturali possono essere finanziati?

Il Programma individua come interventi principali quelli di miglioramento sismico e adeguamento sismico, secondo le definizioni del §8.4 delle NTC 2018 e della relativa Circolare.

Gli interventi locali sono generalmente esclusi da questa specifica linea, salvo situazioni opportunamente motivate anche sulla base di valutazioni costi-benefici.

Per gli edifici strategici e rilevanti sottoposti a miglioramento sismico deve essere raggiunto, salvo il particolare regime degli edifici tutelati, un livello di sicurezza almeno pari al 60% di quello previsto per le nuove costruzioni. Per le altre tipologie di edifici è invece richiesto un incremento minimo del 20% del livello di sicurezza.

I requisiti per il finanziamento degli interventi strutturali

Per l'inserimento nella graduatoria degli interventi, il Programma richiede contemporaneamente quattro condizioni.

RequisitoCondizione
Localizzazioneedificio ubicato in zona sismica 1 o 2
Vulnerabilitàvalutazione NTC 2018 con ζE minimo < 0,80
Maturità progettualealmeno PFTE già approvato dall'ente proprietario
Tempisticaultimazione dei lavori entro il 31 dicembre 2028

Il livello minimo di progettazione richiesto è quindi il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica ai sensi del D.Lgs. 36/2023, già approvato dall'ente proprietario. È ammesso anche il progetto definitivo sviluppato secondo il precedente D.Lgs. 50/2016.

Questo aspetto è particolarmente rilevante per le Pubbliche Amministrazioni: disporre di una verifica di vulnerabilità non è sufficiente per accedere alla linea relativa agli interventi. È necessario trasformare la criticità individuata in una soluzione progettuale sufficientemente definita.

Come viene calcolato il punteggio della graduatoria?

Una volta verificati i requisiti minimi, ogni intervento può ottenere un massimo di 100 punti.

CriterioCondizionePunti
Vulnerabilità sismica ζEζE < 0,3050
0,30 ≤ ζE < 0,6040
0,60 ≤ ζE < 0,8030
Verifiche per azioni non sismichesignificative criticità degli elementi strutturali10
Classe d'usoIV20
III15
II5
I0
Livello progettualeprogetto esecutivo già approvato10
Intervento combinatomitigazione sismica + efficientamento energetico5
Zona sismicaedificio in zona 15

In caso di parità di punteggio vengono privilegiati, nell'ordine, gli edifici con maggiore indice di affollamento e successivamente quelli caratterizzati da maggiore pericolosità sismica di sito.

Tra i criteri della graduatoria c'è un elemento particolarmente significativo: la presenza di un progetto esecutivo già approvato attribuisce 10 punti.

La maturità progettuale diventa quindi non soltanto uno strumento per accelerare l'avvio dei lavori, ma un fattore direttamente premiante nella graduatoria.

Per una Pubblica Amministrazione questo significa che anticipare la fase progettuale può assumere un'importanza strategica: conoscere la vulnerabilità dell'immobile è fondamentale, ma arrivare a una soluzione progettuale sviluppata e approvata può migliorare concretamente il posizionamento dell'intervento.

Le tempistiche: perché è importante prepararsi per tempo

Il Decreto del 31 luglio 2026 attribuisce alla Cabina di coordinamento il compito di emanare le modalità operative e scandisce tempi particolarmente serrati.

Le linee guida devono essere predisposte entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto. Entro 45 giorni devono essere acquisite dalle Amministrazioni interessate sia le graduatorie degli edifici da sottoporre a verifica di vulnerabilità sia gli elenchi degli interventi per i quali viene richiesto il finanziamento.

Per gli interventi deve inoltre essere predisposto un cronoprogramma che preveda l'ultimazione dei lavori entro e non oltre il 31 dicembre 2028.

Le singole Amministrazioni possono proporre fino a 20 interventi; la graduatoria degli interventi ammissibili viene successivamente elaborata sulla base dei punteggi previsti dal Programma e delle risorse disponibili.

Per questo motivo diventa importante che gli enti proprietari del patrimonio pubblico effettuino tempestivamente una ricognizione dello stato delle verifiche sismiche e della maturità dei progetti già disponibili.

Dalla vulnerabilità al progetto: quale percorso dovrebbe avviare una Pubblica Amministrazione?

Il punto di partenza non è uguale per tutti gli edifici.

Quando la vulnerabilità non è ancora conosciuta, il percorso tecnico deve partire dalla conoscenza dell'esistente: acquisizione documentale, rilievo geometrico e strutturale, campagna di indagini, caratterizzazione dei materiali, modellazione e valutazione della sicurezza.

Quando invece la vulnerabilità è già nota, la domanda diventa diversa:

quale strategia consente di raggiungere il livello di sicurezza richiesto con il miglior equilibrio tra prestazione, costo, tempi, interferenze e continuità operativa?

Ed è questa la fase nella quale la qualità della progettazione diventa decisiva.

Miglioramento e adeguamento sismico a bassa interferenza

Per molti edifici pubblici — in particolare scuole, sedi amministrative, ospedali ed edifici strategici — non è sufficiente raggiungere un determinato coefficiente di sicurezza.

Occorre considerare anche come realizzare concretamente l'intervento, quanto durerà il cantiere e quale impatto avrà sulle attività ospitate.

Negli edifici esistenti, le strategie tradizionali basate esclusivamente sull'incremento della resistenza e della rigidezza degli elementi non rappresentano necessariamente la soluzione ottimale in ogni situazione.

Tecniche evolute quali dissipazione supplementare di energia, esoscheletri strutturali esterni e isolamento sismico, quando compatibili con le caratteristiche del fabbricato, permettono di affrontare il problema anche attraverso il controllo o la riduzione della domanda sismica.

L'obiettivo progettuale può così estendersi oltre la sola salvaguardia della vita, prendendo in considerazione anche la riduzione del danneggiamento, la limitazione delle interferenze e una più rapida ripresa della funzione dell'edificio.

Il supporto di Blasi Ingegneria alle Pubbliche Amministrazioni

Blasi Ingegneria / Architettura è specializzata nella progettazione di interventi di miglioramento e adeguamento sismico su edifici esistenti, con particolare esperienza nello sviluppo di strategie di protezione sismica ad alta prestazione e a bassa interferenza.

Lo Studio può affiancare Pubbliche Amministrazioni, RUP e Uffici Tecnici lungo l'intero percorso: dalla conoscenza dell'edificio e dalla campagna di indagini, alla valutazione della sicurezza e determinazione di ζE, fino allo sviluppo del PFTE e del progetto esecutivo.

Il processo progettuale può essere supportato da rilievo mediante laser scanner e metodologia BIM, con l'obiettivo di ricostruire in modo affidabile lo stato di fatto, coordinare gli aspetti strutturali, architettonici e impiantistici e affrontare preventivamente le principali interferenze esecutive.

Il core business dello Studio rimane soprattutto la progettazione della soluzione: dissipazione supplementare di energia, esoscheletri esterni, isolamento sismico e interventi di miglioramento o adeguamento sviluppati caso per caso sulla base delle caratteristiche dell'edificio e degli obiettivi dell'Amministrazione.

Esperienze già progettate su edifici pubblici e strategici hanno consentito allo Studio di approfondire queste tecnologie anche attraverso contributi e pubblicazioni tecniche di settore.

Scarica le soluzioni proposte a bassa interferenza:

Non basta conoscere la vulnerabilità. Bisogna progettare come ridurla.

Il Programma Nazionale di Prevenzione Sismica introduce una relazione molto chiara tra conoscenza, priorità e progettazione.

Se un edificio non dispone ancora di una valutazione della sicurezza, il primo obiettivo è conoscerne correttamente la vulnerabilità.

Se ζE è già disponibile, diventa invece fondamentale individuare la strategia di miglioramento o adeguamento e aumentare rapidamente la maturità progettuale dell'intervento.

Blasi Ingegneria / Architettura è disponibile per un confronto tecnico preliminare con RUP e Uffici Tecnici, finalizzato a esaminare le verifiche già disponibili, il livello di maturità dei progetti e le possibili strategie di intervento.

Grazie a una rete di collaborazioni professionali sul territorio nazionale, lo Studio può inoltre supportare le Amministrazioni nelle successive fasi di progettazione ed esecuzione anche per interventi complessi distribuiti sul territorio.

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