20 Agosto 2026

Ispezione ponti Livello 1 e Livello 2: scadenze 2026, Classe di Attenzione e sorveglianza

Le Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio dei ponti esistenti, adottate con il D.M. 204/2022, hanno introdotto un percorso strutturato che parte dal censimento dell'opera e arriva alla definizione della Classe di Attenzione, sulla base della quale vengono poi programmate le successive attività di sorveglianza, monitoraggio e, quando necessario, verifica della sicurezza.

Nel 2026 il tema è particolarmente attuale per gli enti locali. La domanda più frequente è: entro quando devono essere completate le ispezioni di Livello 1 e Livello 2 dei ponti comunali?

La risposta richiede però una precisazione: le Linee Guida non individuano una scadenza autonoma per il solo “sopralluogo di Livello 1”. Il termine normativo riguarda il completamento del Livello 2, cioè l'analisi dei rischi rilevanti e l'attribuzione della Classe di Attenzione. Per arrivare al Livello 2 devono però essere stati eseguiti il censimento di Livello 0 e le ispezioni visive di Livello 1.

Le Istruzioni Operative aggiornate nel 2025 confermano infatti che il Livello 1 comprende le ispezioni visive dirette, il rilievo speditivo della struttura e delle caratteristiche geomorfologiche e idrauliche dell'area; il Livello 2 utilizza i risultati dei livelli precedenti per determinare la Classe di Attenzione del ponte.

Scadenze del D.M. 204/2022 per Livello 0 e Livello 2

La Tabella 8.1 delle Linee Guida stabilisce le date di completamento delle attività in funzione del soggetto gestore.

Ente gestoreCompletamento Livello 0Completamento Livello 2
Concessionarie autostradali30 giugno 2023
ANAS S.p.A.31 dicembre 202231 dicembre 2023
Regioni, Province e Città Metropolitane31 dicembre 202330 giugno 2025
Comuni con più di 15.000 residenti30 giugno 202430 giugno 2026
Comuni con non più di 15.000 residenti30 giugno 202431 dicembre 2026

Alla data di aggiornamento di questo articolo, agosto 2026, il termine del 30 giugno 2026 previsto per i Comuni con più di 15.000 residenti è quindi trascorso, mentre per i Comuni con popolazione fino a 15.000 residenti la scadenza del Livello 2 è fissata al 31 dicembre 2026. Le Istruzioni Operative aggiornate ribadiscono inoltre l'applicazione delle Linee Guida a tutti i gestori stradali, inclusi gli Enti Locali.

Perché si parla di Livello 2 e non semplicemente di “ispezione del ponte”?

Perché il sopralluogo è solo una parte del processo.

Il Livello 1 permette di conoscere direttamente l'opera: vengono identificati gli elementi strutturali, rilevati i difetti e i fenomeni di degrado, documentato fotograficamente lo stato di conservazione e analizzato anche il contesto nel quale il ponte è inserito.

Il Livello 2, invece, trasforma queste informazioni in una valutazione gestionale del rischio.

Vengono considerate quattro componenti:

  • rischio strutturale e fondazionale;
  • rischio sismico;
  • rischio frane;
  • rischio idraulico.

Le relative Classi di Attenzione vengono quindi combinate per ottenere la Classe di Attenzione complessiva del ponte, articolata nei cinque livelli Alta, Medio-Alta, Media, Medio-Bassa e Bassa.

È proprio questo passaggio a rendere il Livello 2 uno strumento di gestione della rete e non una semplice formalità amministrativa.

La scadenza non vale quando il ponte presenta già criticità evidenti

Un aspetto importante, spesso trascurato quando si parla delle scadenze del D.M. 204/2022, è che la Tabella 8.1 non può essere utilizzata per rinviare l'intervento su opere che presentano già segnali evidenti di possibile riduzione della capacità resistente o deformativa.

Il decreto specifica che, in presenza di degrado significativo, deformazioni, problemi fondazionali, danni dovuti a eventi ambientali o eccezionali o condizioni anomale di esercizio, deve essere avviata immediatamente la programmazione degli approfondimenti, l'attribuzione della Classe di Attenzione e, quando necessario, la messa in sicurezza.

In altri termini: il 31 dicembre 2026 non è una data entro la quale è lecito attendere se durante un sopralluogo emerge una situazione critica.

Dopo il Livello 2 inizia la vera sorveglianza del ponte

Uno degli aspetti più interessanti delle Linee Guida è che l'attribuzione della Classe di Attenzione non rappresenta la conclusione del processo.

È, piuttosto, il punto di partenza per stabilire quanto frequentemente quell'opera dovrà essere controllata negli anni successivi.

La Parte III delle Linee Guida introduce infatti un sistema di sorveglianza di tipo risk-based: maggiore è l'attenzione richiesta dal ponte, maggiore sarà la frequenza delle ispezioni e l'eventuale ricorso a monitoraggi o approfondimenti.

Frequenza delle ispezioni ordinarie in funzione della Classe di Attenzione

La Tabella 7.1 distingue due categorie di opere.

Le opere di Tipo 1 sono quelle già inserite in un sistema di sorveglianza conforme alla storica Circolare n. 6736/61/AI del 1967 e per le quali risultano quindi sufficientemente conosciuti lo stato di conservazione e l'evoluzione dei difetti.

Le opere di Tipo 2 sono invece opere nuove o già esistenti per le quali non è disponibile una precedente serie strutturata di ispezioni periodiche e per le quali, di conseguenza, l'evoluzione reale del degrado è meno conosciuta.

Classe di AttenzioneOpere Tipo 1Opere Tipo 2
Bassaogni 2 anniogni anno
Medio-Bassaogni 18 mesiogni 9 mesi
Mediaogni annoogni 6 mesi
Medio-Altain funzione del monitoraggio o ogni 6 mesiin funzione del monitoraggio o ogni 3 mesi
Altain funzione del monitoraggio o ogni 6 mesiin funzione del monitoraggio o ogni 3 mesi

La differenza è significativa: un ponte per il quale non esiste una storia ispettiva consolidata viene controllato con frequenze maggiori rispetto a un'opera equivalente già inserita da tempo in un sistema organizzato di sorveglianza.

Una curiosità: la Circolare del 1967 è ancora dentro il sistema moderno - La Circolare Ministeriale 19 luglio 1967 n. 6736/61/AI, “Controllo delle condizioni di stabilità delle opere d'arte stradali”, rappresenta uno dei primi riferimenti organici italiani in materia di controllo dei ponti. E non è soltanto un documento storico. Le Linee Guida attuali la utilizzano ancora per distinguere le opere di Tipo 1 dalle opere di Tipo 2.Ancora più interessante è la nota alla Tabella 7.1: la Circolare del 1967 prevedeva per tutti i ponti della rete stradale italiana ispezioni trimestrali. Le Linee Guida moderne osservano che una frequenza così elevata non trova normalmente riscontro nella pratica internazionale e la conservano sostanzialmente per le opere che richiedono maggiore attenzione, in particolare quelle Medio-Alte e Alte prive di una storia di sorveglianza consolidata. È un esempio interessante di come il sistema attuale non abbia cancellato la precedente cultura della sorveglianza, ma l'abbia trasformata in un approccio basato sul rischio.

Il rischio idraulico e frane non finisce con la prima classificazione

Un altro elemento da non sottovalutare riguarda l'ambiente circostante.

Le Linee Guida precisano che le ispezioni ordinarie non devono riguardare soltanto travi, pile, spalle, fondazioni e dispositivi accessori. Devono essere osservate anche le condizioni del territorio circostante, con particolare riferimento a fenomeni di alluvione e frana.

La frequenza e le modalità di questi controlli possono inoltre essere calibrate sulla base dei livelli di rischio indicati nei Piani di Bacino e negli altri documenti tecnici regionali disponibili.

Questo aspetto è particolarmente rilevante per ponti che attraversano corsi d'acqua, impluvi montani o aree soggette a instabilità di versante: una struttura che non presenta un grave degrado del calcestruzzo può comunque richiedere attenzione elevata per fenomeni di scalzamento, erosione, insufficienza idraulica o interazione con un movimento franoso.

E se durante la sorveglianza la situazione peggiora?

Il sistema non attende necessariamente la successiva ispezione programmata.

Quando le ispezioni ordinarie rilevano criticità evidenti, si verificano eventi eccezionali oppure l'andamento del degrado presenta anomalie, possono essere necessarie ispezioni straordinarie.

Nei casi in cui la Classe di Attenzione evolva negativamente, le Linee Guida prevedono che tali ispezioni siano svolte al più presto e comunque entro 60 giorni dalla rilevazione della necessità.

È inoltre previsto un limite massimo tra due ispezioni straordinarie:

  • 5 anni per opere con CdA Bassa o Medio-Bassa;
  • 2 anni per opere con CdA Media, Medio-Alta o Alta.

La vera scadenza non è il 31 dicembre 2026

Per molti piccoli Comuni il 31 dicembre 2026 rappresenta certamente una data importante: entro tale termine deve essere completato il percorso che conduce all'attribuzione della Classe di Attenzione di Livello 2.

Ma limitarsi alla scadenza rischia di perdere il significato tecnico dell'intero sistema.

L'obiettivo delle Linee Guida non è produrre una scheda da archiviare, ma costruire per ogni ponte una storia conoscitiva aggiornata nel tempo.

Censimento, ispezione, Classe di Attenzione, sorveglianza, monitoraggio e manutenzione costituiscono infatti parti dello stesso processo.

Ed è proprio la Classe di Attenzione ottenuta al Livello 2 a rispondere alla domanda più importante per un ente gestore:

“Quali ponti devo controllare prima, quali devo controllare più spesso e su quali devo approfondire immediatamente la conoscenza?”

In questa prospettiva, completare correttamente i Livelli 1 e 2 non rappresenta semplicemente l'adempimento di una scadenza normativa: significa impostare il futuro sistema di gestione e sorveglianza dell'intero patrimonio di ponti.

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