
Nel contesto della riqualificazione sismica del patrimonio edilizio italiano, il Sistema CAM® (Cerchiaggio Attivo dei Manufatti) rappresenta una tecnologia consolidata e in continua evoluzione, capace di rispondere alle esigenze di sicurezza strutturale senza compromettere funzionalità, estetica o operatività degli edifici. Nato da una lunga esperienza applicativa e da una solida base sperimentale, il CAM® si distingue per la sua capacità di attivarsi immediatamente al momento della posa, generando un effetto di precompressione che migliora la risposta sismica già in fase elastica.
Il cuore del sistema è costituito da nastri in acciaio inox ad alta resistenza (spessore 0.8–1.0 mm, larghezza 18–20 mm), pretensionati meccanicamente e applicati a secco. Questi nastri, disposti in configurazioni chiuse e integrate con angolari e piastre di ripartizione, esercitano un confinamento attivo sul manufatto, migliorandone la resistenza e la duttilità. A differenza dei sistemi basati su materiali compositi (FRP), che agiscono in modo passivo e richiedono superfici perfettamente preparate, il CAM® non necessita di demolizioni estese né di trattamenti superficiali invasivi. L’ingombro è minimo (6–8 mm), compatibile con intonaci e finiture esistenti, e la reversibilità è totale.
Queste caratteristiche rendono il sistema particolarmente adatto in contesti operativi, dove è necessario garantire la continuità delle attività (scuole, uffici, edifici pubblici) e dove la compatibilità con impianti e finiture è un requisito imprescindibile. Numerose campagne sperimentali hanno validato l’efficacia del CAM® su murature storiche e su strutture in calcestruzzo armato.
Nel progetto In.CAM.M.I.N.O., condotto su pannelli murari in pietrame disordinato a Giampilieri (ME), il sistema ha prodotto incrementi di resistenza fino al +171% e incrementi di deformabilità fino al +971% rispetto ai pannelli non rinforzati. L’aggiunta di una rete polimerica strutturale ha ulteriormente migliorato il comportamento post-fessurativo, favorendo la diffusione delle lesioni e la dissipazione dell’energia.
Nel progetto In.Glo.Ba.Re., condotto su pilastri in c.a. di dimensioni 30×30 cm, il CAM® ha dimostrato la capacità di recuperare elementi danneggiati e di incrementare la resistenza a compressione fino a +63% rispetto ai valori iniziali. Le prove a flessione e a taglio su travi hanno confermato l’efficacia del sistema anche come armatura aggiuntiva, con momenti resistenti in linea con le previsioni teoriche e con un significativo aumento della capacità rotazionale.
Il CAM® si presta all’integrazione con sistemi di isolamento sismico o dispositivi dissipativi. In edifici dove si adottano strategie di dissipazione supplementare, è spesso necessario intervenire localmente per garantire la resistenza statica e la continuità strutturale. Il CAM®, con la sua capacità di “cucire” le discontinuità e migliorare il comportamento scatolare, rappresenta una soluzione efficace per garantire che l’energia venga dissipata in modo controllato, evitando concentrazioni di danno.
Un’applicazione concreta del Sistema CAM® è stata realizzata presso il Liceo Scientifico Galilei di Ancona. L’edificio è stato oggetto di un intervento mirato di rinforzo sismico sui pilastri in calcestruzzo armato. Il CAM® è stato impiegato per il confinamento attivo dei pilastri, migliorandone la resistenza e la duttilità senza alterare le finiture né interrompere le attività scolastiche.
L’intervento ha permesso di:

Questa immagine documenta la fase iniziale dell’intervento, con l’allestimento del ponteggio metallico multipiano lungo la facciata dell’edificio scolastico. Il ponteggio consente l’accesso sicuro ai livelli superiori per le operazioni di verifica, demolizione controllata e successiva applicazione del sistema di rinforzo. A terra si osservano frammenti di intonaco e calcestruzzo, derivanti dalla rimozione localizzata delle finiture superficiali necessaria per esporre i pilastri in c.a. da trattare. L’intervento è stato pianificato per minimizzare l’impatto sulle attività scolastiche, operando per comparti e in orari compatibili con la didattica.

In questa fase si evidenzia l’apertura di una porzione di parete interna contenente l'elemento strutturale. L’intervento ha previsto la rimozione parziale del tamponamento per consentire l’ispezione visiva del pilastro retrostante. Si notano le marcature in vernice spray, utilizzate per identificare i punti di applicazione dei nastri CAM® e per la verifica delle geometrie. La presenza di isolante e canalizzazioni impiantistiche ha richiesto una particolare attenzione nella fase di progettazione esecutiva, al fine di garantire la compatibilità tra il rinforzo strutturale e gli impianti esistenti.

Questa immagine mostra un pilastro in calcestruzzo armato parzialmente esposto all’interno di un locale, un bagno o un ambiente di servizio. La rimozione del rivestimento ceramico e del tamponamento ha permesso di accedere alla superficie del pilastro per la successiva applicazione del sistema CAM®. L’intervento ha richiesto una lavorazione precisa per evitare danni alle finiture adiacenti e garantire la reversibilità dell’operazione, in linea con le caratteristiche del sistema CAM®.

In questa fase si osserva un quadro elettrico affiancato da un pilastro in c.a. parzialmente scoperto. La vicinanza tra l’elemento strutturale e le canalizzazioni impiantistiche ha richiesto una progettazione integrata, con particolare attenzione alla compatibilità elettromeccanica e alla sicurezza. Il sistema CAM®, grazie alla sua applicazione a secco e al ridotto ingombro (circa 6–8 mm), ha consentito di intervenire senza interferire con il quadro elettrico, evitando spostamenti o modifiche impiantistiche. Il passaggio dei nastri è stato studiato per garantire la continuità del confinamento attivo senza compromettere l’accessibilità ai dispositivi elettrici.

Questa immagine mostra un pilastro in c.a. già trattato con malta di regolarizzazione, a seguito di applicazione dei nastri CAM®. Si notano le connessioni impiantistiche (cavi elettrici arancioni) che attraversano la zona di intervento. La presenza di impianti ha richiesto una lavorazione selettiva, con passaggi dedicati per evitare interferenze. Il rinforzo è stato progettato per garantire il confinamento attivo del pilastro, migliorandone la resistenza a compressione e la duttilità, come dimostrato dalle prove sperimentali. L’intervento è stato eseguito in modo da preservare la funzionalità impiantistica e la sicurezza elettrica.

Questa immagine mostra un intervento eseguito con estrema precisione e attenzione alla conservazione dell’ambiente circostante. Ciò che colpisce è la pulizia dell’operazione: nonostante la complessità del lavoro, l’interferenza con gli elementi architettonici e impiantistici esistenti è minima.
Grazie alla tecnologia CAM® , la lavorazione ha potuto concentrarsi esclusivamente sulla zona interessata, evitando danni collaterali a pavimenti, impianti elettrici, infissi e radiatori.